Una vicenda che va avanti da mesi.

Le Vele di Scampia sono diventate nel tempo, anche per alcune trasposizione televisive e cinematografiche, uno dei simboli più forti della camorra. Proprio per questo motivo, l’Amministrazione de Magistris si è sempre detta pronta a volerle abbattere quanto prima. Almeno a parole. Cosa che riesce sempre bene. Un po’ meno precisi sono stati i tempi tecnici per questa operazione, che sarebbe dovuta cominciare a giugno prima, ad agosto poi. Ma, quando manca poco più di un mese a Natale, quei simboli di malaffare sono ancora lì.

A mancare, per l’abbattimento della Vela verde, è il certificato di stabilità, che impedisce a sua volta la rimozione dell’amianto. Condizione vincolante per far partire i lavori. Ma l’Asl Napoli 1, dopo aver effettuato un sopralluogo sul posto per ottenere il nulla osta, ha sottolineato come sia stato “rinvenuto altro materiale in Mca (materiale contenente amianto) nelle pannellatura non indicato nel Pdl (piano di lavoro) i cui quantitativi e tipologia dovranno essere censiti e comunicati quale integrazione dello stesso”. Quindi, come scrive l’azienda sanitaria, “al fine dell’ottenimento del nulla osta, visto il forte grado di usura rilevato visivamente, i servizi intervenuti richiedono di produrre dichiarazione di valutazione di sicurezza statica di tutte le aree oggetto di intervento e di passaggio con particolare riferimento alle strutture in ferro scale e passerelle”.

Una vicenda che, intrappolata nella burocrazia, rischia di far slittare di mesi l’inizio dei lavori.

A fronte di ciò, proprio una decina di giorni fa, la lettera del comitato Vele al primo cittadino, pubblicata sulla pagina Facebook del Cantiere 167, in cui si legge tutta l’amarezza mista a rabbia. “Non possiamo accettare di vivere ancora con i tetti che colano acqua ad ogni pioggia, con case fatiscenti e interventi di manutenzione che non vengono svolti in tempi che tutelino la dignità e il rispetto per gli abitanti delle vele. Nel frattempo ancora si aspetta per entrare nelle nuove abitazioni e non ci sono tempi certi per il cantiere di abbattimento della vela verde. Non ne possiamo più. Non accettiamo più di essere ostaggi della burocrazia e dell’incapacità di un’amministrazione che continua a riempirsi la bocca di mille promesse e proclami”.