Sarà possibile vedere capolavori realizzati tra il 1972 e il 2003, in prestito da gallerie e collezioni private italiani.

Prima e dopo il muro, ma anche attraverso. Berlino era e resta una citta’ di grandi energie, di rapido susseguirsi di giovani generazioni di artisti, di riflessioni sulla guerra e il destino del mondo. Lo sottolinea bene una mostra a Napoli a Palazzo Zevallos Stigliano- Gallerie d’italia, sede museale di Intesa Sanpaolo, curata da Luca Beatrice. Da domani e fino al 19 gennaio prossimo, 21 opere di 16 tra i piu’ importanti pittori tedeschi del dopoguerra saranno esposte al primo piano nello storico dimora napoletana. La rassegna ‘Berlin 1989. La pittura in Germania prima e dopo il muro’ propone capolavori realizzati tra il 1972 e il 2003, in prestito da gallerie e collezioni private italiani. Cosi’ ci si immerge nella capitale europea di fine Novecento dove prende vita una pittura che interpreta lo spirito del tempo e usa un linguaggio libero e irruente, dai toni dissonanti, testimone di una citta’ creativa e vitale, dominata da una profonda spinta al cambiamento.

Quella stessa citta’ dove, come ricorda un video proiettato nell’ambito della mostra, David Bowie scrisse tre album e una delle sue canzoni piu’ celebri, Heroes, per la quale i Pink Floyd concepirono un un album intero, la capitale che impose al mondo una nuova generazione di cineasti da Wenders a Fassbinder. Tra i pittori da ammirare, Georg Baselitz, Sigmar Polke, Gerard Richter, Anselm Kiefer e Albert Oehlen. Il visitatore puo’ rileggere cosi’ i fermenti di una citta’ che fa i conti con la tragedia della guerra e dell’Olocausto attraverso l’olio su tela di Markus Lupertz ‘Inquisition’ del 1989 oppure quella che vive di notte tra musica in cui pittura e tecnologia sono complementari come in ‘Dr’ di Oehlen del 2002.