Stefano Caldoro

Il tavolo di lavoro ha contribuito alla debacle dell’ex governatore e del centrodestra alle ultime Regionali

Viene assai difficile comprendere oggi che lo sfascio è completo, e la sconfitta brucia ancora, l’utilità del comitato tecnico imbastito da Stefano Caldoro, comitato che nelle intenzioni, avrebbe dovuto recepire tutte le istanze raccolte dai partiti di centrodestra sul territorio, e lanciare proposte per la rinascita – così si disse – della Campania. Il tavolo di lavoro, che tra gli evidenti limiti, ha avuto quello di non aprirsi alla società civile, ha portato contributo pari a zero alla causa, e va annoverato tra i motivi per cui l’ex governatore è stato schiantato all’ultima tornata per Palazzo Santa Lucia. Nel «comitato dei saggi» troviamo pure Caterina Miraglia, Sergio Vetrella e Salvatore Varriale. Persone queste ultime, che per quanto preparate nei rispettivi campi di competenza non possono certo rappresentare le uniche voci che il centrodestra regionale è in grado di esprimere oltre a essere assai poco attrattive dal punto di vista elettorale.

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di comunicazione di Stefano Caldoro

L’ex assessore regionale Miraglia, è un’ottima docente universitaria, una eccelsa professionista; Vetrella è fondamentalmente un tecnico, chiamato nel 2010, a ricoprire in Regione la delega ai Trasporti e alle Attività produttive; Varriale, ex consigliere comunale a Napoli (2006-2011), è stato poi cooptato nella burocrazia regionale, come dirigente dell’ufficio sui fondi europei (e si disse fosse anche in predicato di diventare presidente di Napoli riscossione, la società voluta dal sindaco de Magistris che avrebbe dovuto rimpiazzare Equitalia). Che contributo abbiano offerto, lo sa soltanto l’ex presidente della Regione. A questo punto, il centrodestra, se davvero vuole imboccare un nuovo corso deve per forza di cose dire addio, oltre che a Caldoro, a soggetti politici che, anche nel recente passato, hanno dimostrato di non poter offrire alcun contributo in termini di idee e di forza elettorale.

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