Il Palazzo della Prefettura di Napoli

La risposta dello Stato contro i patrimoni della camorra. Beni per un valore che supera i 38milioni di euro; 440, in totale quelli confiscati alla criminalità organizzata e che sono presenti nei territori della Città metropolitana di Napoli.

Si tratta di appartamenti, box e terreni ritornati allo Stato in via definitiva
e che appartenevano a persone pienamente inserite nei clan della camorra

Alcuni immobili a Napoli sono nel quartiere Sanità e riconducibili a storici gruppi camorristici di spicco, 85 immobili confiscati a un ex amministratore locale e riconducibili ad esponenti di spicco del panorama criminale locale, diversi appartamenti confiscati al capo del clan Puca nel Comune di Sant’Antimo e un parco commerciale con annesso fabbricato ad uso uffici nel Comune di Casoria. Negli uffici della Prefettura di Napoli il punto della situazione evidenziando che le manifestazioni d’interesse si sono perfezionate per il 68% dei beni, percentuale che raggiunge l’80% comprendendo quelle preannunciate nel corso della conferenza di servizi.

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La sede della Città metropolitana di Napoli

Nella maggior parte dei casi, le manifestazioni
sono state presentate dai Comuni

La maggior parte degli immobili sono liberi e, quindi, prontamente utilizzabili per le finalità previste dalla legge, in particolare per far fronte a esigenze di emergenza abitativa. «Le conferenze di servizi promosse dall’Anbsc, nel 2018, hanno coinvolto il territorio nazionale dal Nord al Sud disegnando una mappa che è una doppia testimonianza – ha dichiarato Franca Guessarian, vicedirettore dell’Agenzia –. Da una parte riflette un dato oggettivo: la criminalità organizzata ha ormai presenze consolidate su tutto il territorio nazionale. Dall’altra, testimonia l’incessante impegno dello Stato nella lotta contro le mafie. Le conferenze di servizio sono uno degli strumenti di una ben più ampia azione tesa a colpire le organizzazioni criminali non solo nei loro interessi economici. Garantire, infatti, nel pieno rispetto delle norme la restituzione dei beni all’uso sociale o istituzionale significa non solo togliere risorse al malaffare, ma anche rilanciare l’economia legale e i servizi ai cittadini: in breve, riaffermare la prevalenza della legge e delle istituzioni rispetto a qualunque azione deviante».

Il prefetto di Napoli, Carmela Pagano

«Giornate come queste – ha detto il prefetto partenopeo Carmela Paganoassumono un significato particolarmente pregnante nel territorio della Città metropolitana di Napoli, dove la criminalità organizzata storicamente registra una presenza pervasiva nelle attività economiche e tenta di condizionare pesantemente la vita degli enti locali». «I sindaci, con le destinazioni di oggi, danno il loro contributo alla restituzione alla collettività di beni accumulati con attività illecite, che hanno sottratto ricchezza ai loro territori, rendendo evidente ai cittadini e alle giovani generazioni l’importanza di riappropriarsi delle scelte di sviluppo della loro comunità», ha concluso. Nei territori della Città metropolitana di Napoli sono 1.948 i beni immobili destinati dal 1992, dei quali 347 nel 2017. Sono, invece, 158 le aziende destinate nello stesso periodo.

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