Il Carcere di Secondigliano
Il carcere di Secondigliano

Tornano i venti di guerra a Secondigliano. Dopo l’agguato, 4 giorni fa, a Mario Avolio, nipote del boss Gaetano Bocchetti, stamane un altro raid. Un uomo è stato infatti ferito davanti al carcere di Secondigliano con numerosi colpi da fuoco.

IL 40ENNE E’ STATO INVESTITO DAI COLPI
APPENA USCITO DAL CARCERE DI SECONDIGLIANO

Secondo quanto al momento ricostruito dai carabinieri, la vittima era appena uscita dal carcere – era sottoposta al regime di semilibertà – per andare a lavorare in un comune vicino, Arzano. Appena salito a bordo dell’auto, l’uomo è stato colpito diverse volte. L’agguato si è verificato verso le 7. L’auto della vittima, un 40enne di Casoria, era parcheggiata proprio di fronte all’ingresso principale del carcere di Secondigliano. E’ completamente crivellata di colpi, entrambi i finestrini distrutti. L’uomo, che è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale San Giovanni Bosco, era in regime di semi libertà. Aveva precedenti per reati vari contro il patrimonio e anche per armi. Nella sua «storia» anche una condanna per associazione per delinquere.

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Pochi giorni prima, come detto, l’agguato ad Avolio, 35 anni, ferito con colpi d’arma da fuoco al volto. L’uomo era stato lasciato davanti all’ingresso del Pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli da un’auto che poi si era allontanata. La polizia sta svolgendo indagini sulla vicenda soprattutto in relazione a un’automobile – una Panda – trovata abbandonata con fori di proiettili in Via Dietro Le Vigne, nella zona del Rione Scampia. Potrebbe essere quella – è un’ipotesi investigativa – sulla quale si trovava l’uomo quando è stato ferito.

ARRESTATO IL BOSS LATITANTE NICOLA RULLO

Una buona notizia, però, arriva dai carabinieri. I militari del nucleo Investigativo di Napoli questa notte hanno catturato il latitante Nicola Rullo, 47 anni, già noto, ritenuto reggente dei Contini, il clan camorristico. Che insieme ai Licciardi e ai Mallardo ha costituito l’«Alleanza di Secondigliano» una delle federazioni criminali più pericolose a livello nazionale.

Rullo si era dato alla macchia nel settembre scorso, verosimilmente quando aveva presagito l’esito sfavorevole del suo ricorso in Appello contro una condanna in primo grado per estorsione aggravata da finalità mafiose. Infatti di li a poco la Corte di Appello di Napoli lo avrebbe condannato a 10 anni di reclusione.

I militari dell’Arma lo hanno individuato in una villa in collina di Itri (LT) nella quale hanno fatto irruzione insieme ai «Cacciatori di Calabria», i carabinieri specialisti delle ricerche in zone impervie. Sorpresi nel sonno nelle stanze a piano terra, il ricercato e il suo uomo di fiducia, Roberto Murano, si sono lasciati pacificamente ammanettare senza opporre resistenza. Al piano superiore c’era invece il nipote di Rullo, Davide Geldi, che nelle stanze e nelle immediate vicinanze aveva 100 grammi di droga (marijuana ed hashish).