venerdì, Ottobre 7, 2022
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Sarri, il Napoli e quel necessario rumore dei nemici

di Francesco Monaco

Adesso il vero problema del Napoli sarà trovarsi un problema. Sì perché la vittoria sul Cagliari, griffata Hamsik, Mertens e Koulibaly, ha forse definitivamente spazzato via l’ultimo fardello che da sempre accompagnava la compagine partenopea. Bella con le grandi, ma capace di arrancare contro le provinciali. E invece, tra Verona, Atalanta, Bologna, Benevento, Spal e, appunto, Cagliari, il tabellino recita 21 gol fatti e 4 subiti.

Mertens e Hamsik esultano per i loro gol nel 3-0 finale del Napoli di Sari contro il Cagliari

Complice la sosta per le Nazionali, quindi, tutto lascerebbe presupporre un periodo di tranquillità nell’ambiente partenopeo e, in primis in Maurizio Sarri. Che, però, evidentemente, fa suo, con molta partecipazione, il “mourinhano” amore per il rumore dei nemici. Il tecnico di Setubal, che, da sempre, predilige giocare, allenare, correre contro qualcuno. Contro quei nemici che, in un modo o nell’altro, vanno trovati, scoperti, smascherati. Messi sulla pubblica piazza come se ci si trovasse nel mezzo di un ring. A volte, persino creati.

Josè Mourinho, attuale tecnico del Manchester United, ai tempi dell’Inter

In tema di citazioni, questa volta ciclistiche, che Sarri saprà apprezzare, il compianto Marco Pantani, alla domanda sul perché andasse così forte in salita, rispondeva con un diretto e sincero: “Per abbreviare l’agonia”. Ecco, forse, il rumore dei nemici di cui parla Mourinho, è lo stesso di cui Sarri ha bisogno per trovare la carica e tenere alta la tensione. Se c’è qualcuno che posso combattere, non posso rilassarmi mai. Dentro e, forse soprattutto, fuori dal campo. Quando i miei calciatori sono in giro per il mondo e io non posso controllarli.

Il gol di Koulibaly, che ha chiuso i conti nel 3-0 finale, che per il Napoli di Sarri vale la settima vittoria di fila

Vogliamo spiegare così la vera e propria crociata che l’allenatore partenopeo sta portando avanti contro le Nazionali. Trasformatesi nel male del calcio. In ciò che rovina questo sport. Stando al suo parere, per cui “Se fossi un presidente, mi sarei già rivolto a tutti i tribunali”. Pensiero a metà strada tra sfida e provocazione che non si distacca dal personaggio di un Comandante, come da una parte dei tifosi ormai ribattezzato, che è pronto a sconfiggere il nemico. Quello che, tra qualche ora, gli porterà via i suoi ragazzi.

Insigne con la maglia della Nazionale Italiana. Sarri si prepara a salutare anche lui

La domanda è: tutto ciò giova veramente al Napoli? Questa affannosa guerra contro un nemico che c’è sempre stato, non può diventare un alibi? Cosa accadrà se al ritorno dalla sosta, il Napoli non riuscirà a proseguire nella sua striscia positiva sul campo della Roma? Quale nemico avrà fatto più rumore? Anche i giallorossi hanno i loro giocatori in Nazionale e, così, la stessa Juventus. Come lo stesso Sarri ha ricordato in conferenza stampa. Dove e quando, invece, è uscito fuori al di là del maestro di calcio, l’uomo che non ha mai dovuto dire grazie a nessuno se non a se stesso. Quello che ha riconosciuto che una grande squadra va oltre tutto. Persino oltre il rumore dei nemici. Anche quando è il suo stesso comandante ad amplificarne il suono.

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