di Giancarlo Tommasone

“Maestro, calmatevi, non date retta”. “Giancà, io sono calmo, ma su certe cose non posso tacere. Non posso farle passare standomene in silenzio. A Venezia mi hanno accoltellato alle spalle”. Sono le 18.37 di ieri quando squilla il cellulare e sul display appare il numero del maestro Pino Mauro, appena tornato a Napoli dalla 74esima Mostra del Cinema, dove è stato acclamato come un eroe. Rispondo e dopo averlo salutato, gli faccio i complimenti per il successo che sta riscuotendo ‘Ammore e malavita’, film in concorso al Lido. Il maestro ringrazia e mi fa partecipe di ciò che di “spiacevole” è accaduto dopo il trionfo per la proiezione della pellicola dei Manetti Bros.

La pellicola dei Manetti Bros presentata alla 74esima edizione del Festival di Venezia
La pellicola dei Manetti Bros presentata alla 74esima edizione del Festival di Venezia

PM: Ho subìto gli ennesimi affronti, poche ore dopo il trionfo.
IO: Spiegatevi meglio.
PM: Il primo, quando eravamo al gala organizzato dopo la proiezione di ‘Ammore e Malavita’; sono stato avvicinato da Giampaolo Morelli (che nel film impersona Ciro, un romantico killer della camorra, nda) che mi ha riempito di complimenti e mi ha perfino baciato le mani. Alla scena ha assistito anche Franco Ricciardi, che si trovava vicino a me.
IO: Maestro, un bel gesto di rispetto e di riconoscimento alla sua arte.
PM: All’inizio l’ho creduto anche io, salvo poi scoprire che quei complimenti e quel baciamano erano solo di facciata.
IO: Cioè?
PM: Ti spiego subito. Poche ore dopo scopro che Morelli ha rilasciato una intervista in cui aveva dichiarato che interpretando il film si è sentito a metà strada tra John Travolta e Mario Merola.
IO: Mario Merola?
PM: Proprio così. Non solo una figura di merda da parte di Morelli, che tra l’altro considero poca cosa come attore, ma una vera e propria coltellata alle spalle, di quelle che caratterizzano l’infame.
IO: Magari avrà fatto confusione coi nomi.

I Manetti bros al Lido di Venezia
I Manetti bros al Lido di Venezia

PM: Ma quale confusione. Lo dico una volta per tutte, il film è stato strutturato su una mia canzone, ‘O Motoscafo; che c’entra Mario Merola? Quelle dichiarazioni sono state veramente una vigliaccata, non so quanto volute o imbeccate da chi. L’intervista ha avuto ampia eco mediatica, le parole di Morelli hanno fatto il giro del mondo e mi hanno delegittimato. Voglio aggiungere che per la performance del pezzo che canto nel film, ‘Chiagne Femmena’ (scritto dalla coppia Nelson-Raiz, nda) a Venezia ho fatto letteralmente il botto, mi hanno salutato da trionfatore, ed ho avuto la soddisfazione di ricevere molta parte degli applausi tributati in totale per la proiezione della pellicola.
IO: E dopo aver letto le dichiarazioni di Morelli, cosa avete fatto?
PM: Ho provato a parlargli e gli ho scritto. So che ha letto i miei messaggi, ma non ho ricevuto ancora risposta (ci riferiamo al momento in cui estendiamo il pezzo, nda). Sono riuscito invece a parlare con Marco Manetti, uno dei registi del film, che, scusandosi per lui, si è detto dispiaciuto per quanto dichiarato da Morelli e ha riconosciuto che quella uscita, l’attore poteva e doveva risparmiarsela.

Pino Mauro a Venezia con Raiz, co-autore della canzone "Chiagne femmena"
Pino Mauro a Venezia con Raiz, co-autore della canzone “Chiagne femmena”

IO: Maestro, all’inizio avete parlato di affronti, oltre a quello di Morelli, ce n’è stato anche un altro?
PM: Certo, pure questo grave. Per certi aspetti ancor più lesivo della mia immagine. Mi riferisco a quanto ha scritto nelle scorse ore…
IO: Si riferisce al fatto che l’abbiano accostata al genere neomelodico?
PM: Proprio così. Sai come consideri basso e degenerativo quel genere. Ne abbiamo parlato l’altra volta (leggi intervista), è qualcosa che io combatto e combatterò sempre strenuamente. Dico pubblicamente a chi ha scritto quell’articolo che capisce poco o niente di musica, e non conosce i miei 60 anni di carriera, il mio punto di vista, la mia vita artistica, il ruolo riconosciuto che rivesto nel mondo della canzone napoletana. Mi ha definito “ex re della polverosa sceneggiata”, ti rendi conto? Giancà, io sono aperto a qualsiasi tipo di critica, che però deve essere supportata da elementi oggettivi. Continuo ad essere attaccato gratuitamente e sminuito da anni, da parte di chi dà l’impressione di dover compiacere non so chi e non so per cosa. Per mia fortuna ho il pubblico dalla mia, quello di Napoli e del mondo intero che mi ha incoronato Re. Io sono Pino Mauro.