di Giancarlo Tommasone

Di anni ne ha 43, una carriera costellata di successi, arrivati soprattutto nel campo del volontariato. Ma Vincenzo Spadafora, già in odore di dicastero, se il M5S dovesse vincere le prossime elezioni, vanta anche una consolidata esperienza «politica» che lo ha portato ad avere rapporti di collaborazione con Udeur, Margherita, Verdi, centrosinistra in genere, Forza Italia e infine Movimento 5 Stelle.
Proprio con i grillini, l’afragolese di nascita, è candidato alle Politiche nel collegio uninominale Campania 1.04-Casoria. Da diversi mesi Spadafora è diventato l’ombra di Luigi Di Maio, per il quale da aprile scorso riveste il ruolo di responsabile delle relazioni istituzionali. Tante le cose che lo accomunano al candidato premier, a partire dalle cittadine in cui sono cresciuti, che distano una manciata di chilometri l’una dall’altra. Secondo quanto riporta nel libro ‘La terza Italia’ (Mondadori, 2014), Spadafora è «privo di laurea da mostrare». Come Di Maio, inoltre, brucia le tappe: è stato il più giovane presidente dell’Unicef; il primo garante per l’infanzia d’Italia. Cresciuto tra Cardito e Frattamaggiore, ha una presenza costante accanto a sé, quella della Chiesa.

Luigi Di Maio insieme a Vincenzo Spadafora

Il suo padre spirituale è un gesuita. A 21 anni, finito il liceo, Spadafora si reca a Roma e diventa missionario laico dell’Unicef. Visita diversi Paesi dell’Africa e nel frattempo matura il desiderio dell’impegno politico. Lo ritroviamo segretario particolare di Andrea Losco (ex sindaco di Cardito ed ex presidente della Regione Campania). Poi la vicinanza con Pecoraro Scanio dei Verdi. Ancora – siamo nel 2006 – riceve la chiamata da Francesco Rutelli (Margherita), allora ministro per i Beni culturali, alla guida della sua segreteria. Passano pochi mesi e Spadafora diventa presidente di Unicef-Italia. E’ giugno del 2008. Ottimi i rapporti, scrivevamo, con la Chiesa e soprattutto col Vaticano. Nei territori politici  toccati dal 43enne non poteva mancare il Pd, che nel 2010 lo indica come presidente delle Terme di Agnano, e naturalmente il centrodestra di Silvio Berlusconi.

Spadafora alla presenza di Papa Francesco

Spadafora riesce a stabilire rapporti anche con Mara Carfagna, all’epoca ministro per le Pari opportunità. Quando verrà istituita la figura del garante per l’Infanzia, troveremo proprio il 43enne a ricoprire l’incarico. Non fa niente, se anni dopo (a maggio del 2017), il nostro pubblicherà un post su Facebook in cui l’emoticon annuncia che è disgustato: «Il PD, il grande Partito riformista e di sinistra, è di nuovo alleato del mitico Berlusca. Gli ridà un ruolo primario e pensa ad una legge elettorale per una successiva alleanza di governo». Quindi la conversione – per usare un termine di connotazione religiosa – alla causa di Di Maio. Il fatto che spesso compaia accanto al candidato premier comincia a dare fastidio a un po’ di sostenitori grillini della prima ora. Anche perché, molti hanno la memoria lunga, e ricordano quando il nome di Spadafora, come riportato da Libero, era comparso in alcune intercettazioni – prive di qualsiasi rilevanza penale, è bene sottolinearlo – sulla cosiddetta ‘cricca degli appalti’ (vicenda rispetto alla quale Spadafora è assolutamente estraneo e non è stato mai indagato); gli inquirenti captano sue conversazioni con Angelo Balducci, l’ex provveditore alle opere pubbliche del Lazio. Quest’ultimo finì nei guai con il costruttore Diego Anemone.

Di Maio bacia l’ampolla del sangue di San Gennaro

In tempi recenti il rapporto tra Spadafora e Di Maio si è rafforzato. E’ Spadafora che introduce Di Maio in Vaticano. E’ ancora Spadafora ad accompagnare il candidato premier M5S durante il delicato viaggio in Israele. E’ sempre il 43enne, ieri, nella Pomigliano d’Arco di Di Maio, a prendere la parola per la presentazione della candidatura alla Camera.