L’Unione delle Camere penali «continuera’ le sue battaglie», in marcia per la modifica del delitto di tortura e del 41bis «nella consapevolezza di portare avanti una lotta giusta, come dimostrano anche le affermazioni del Comitato Onu».

La marcia della Camera penale per la modifica del delitto di tortura e del 41bis

Un impegno anche per evitare che il nostro Paese «sia continuamente censurato sul mancato rispetto dei diritti umani». Il dissenso sara’ «ancora una volta manifestato, l’11 dicembre prossimo in tutte le Camere Penali e con la marcia, organizzata dalla Camera Penale di Napoli, che portera’ gli avvocati dal Palazzo di Giustizia al carcere di Poggioreale, per protestare contro l’inefficienza del Tribunale di Sorveglianza, il trattamento disumano e degradante dei detenuti, il sovraffollamento delle carceri e l’uso eccessivo della custodia cautelare».

In una nota i penalisti ricordano di aver attuato gia’ «numerose manifestazioni di protesta» contro la disposizione sul delitto di tortura che e’ «ben lontana da quella prevista dalle convenzioni internazionali firmate dall’Italia, da oltre 30 anni». E di aver mosso a suo tempo le stesse critiche oggi espresse dal Comitato Onu.