Un massone da epurare, mancata restituzione volontaria di parte degli stipendi. Ma che sta succedendo nel Movimento 5 Stelle, che ha fatto del rispetto delle regole e dell’onesta, il manifesto per cambiare la faccia dell’Italia? Nelle scorse ore i grillini hanno dovuto avviare due azioni. La prima rivolta all’allontanamento di Lello Vitiello (per Di Maio il candidato in odore di massoneria è «game over», per lui è stato inibito l’uso del simbolo), la seconda relativa a una «inchiesta» interna avviata sul caso delle restituzioni volontarie fatte sul conto del microcredito.

Catello Vitiello

Dai calcoli finora effettuati, i vertici grillini sottolineano che «mancano più soldi di quanto affermato dalla stampa». Un buco, le cui proporzioni sono ancora da quantificare con precisione. Nel frattempo, dallo staff di Luigi Di Maio, si fa sapere che chi ha violato le regole interne avrà lo stesso trattamento di Andrea Cecconi e Carlo Martelli, i due grillini (rispettivamente deputato e senatore) interessati dallo scandalo dei cosiddetti «bonifici fantasma» al fondo di microcredito.

«Quelle persone come Cecconi e Martelli io le ho già messe fuori. Per gli altri stiamo facendo tutte le verifiche che servono», ha detto lo stesso Luigi Di Maio, oggi a Napoli. Per vederci chiaro e per cercare di ridimensionare una polemica che sta focalizzando l’attenzione del mondo politico, il M5S ha chiesto immediatamente al ministero dell’Economia, accesso agli atti. Nel fondo dedicato in cui i parlamentari sono tenuti a versare la quota stabilita dal Movimento in detrazione del loro stipendio, vi sono anche i soldi destinati dai consiglieri regionali e di altri eletti. Sempre in base alle verifiche fin qui effettuate, risulterebbe, dunque, un ammanco maggiore di quanto riportato in questi giorni dalla stampa da parte dei parlamentari. Dalla politica dei conti (che non tornano) a quella degli incontri con l’elettorato.

Luigi Di Maio e Roberto Fico

I detrattori del M5S hanno subito tenuto a sottolineare la curiosa coincidenza della mancanza di Roberto Fico agli appuntamenti partenopei di Luigi Di Maio, ritenendola relativa a problemi di leadership. La notizia dell’assenza, era stata diffusa dallo stesso Fico sulla sua pagina Facebook: «Purtroppo – ha scritto – per seri problemi familiari non potrò partecipare agli incontri di oggi».