Sta talmente messa male, Napoli, da entusiasmarsi per un complimento su Facebook. E sta talmente messo male, il sindaco di Napoli, da invitare l’autrice – tale Valeria, una nordista innamoratasi del Sud, cliché alla Alessandro Siani – in Comune e consegnarle una medaglia. Addirittura!
E nulla c’entrano i bus che non passano, la manutenzione stradale carente, i cantieri infiniti, i debiti fuori e dentro il bilancio, la funicolare che si blocca, la criminalità, e tutto quel che non va dalle nostre parti; no, non c’entrano con questa insana scelta di rendere onore alla trevigiana Valeria per una carezza lasciata sul web. L’amore è cieco, e la giovane potrebbe essersi infatuata anche delle cicatrici della città.
Ciò che invece deprime è l’euforia di Luigi de Magistris che si appropria di un pensierino su un social network per ribadire che la sua rivoluzione d’amore e felicità funziona.
La città che, per prima, in Europa si è liberata da sola dal Nazifascismo, la città dove passeggiavano – giusto per ricordarne qualcuno – il genio matematico Renato Caccioppoli; l’ammiraglio Francesco Caracciolo, il «nibbio dei mari», il «signore dei venti»; Benedetto Croce, e Totò ed Eduardo de Filippo e tanti, tanti, tanti altri, oggi si emoziona per questa miseria.
Che brutta fine. Che peccato. Che scuorno.

sdm