Sostiene Luigi de Magistris a margine dell’incontro con Yanis Varoufakis: «La dote che porto per la  costruzione di questo movimento popolare europeo è l’esperienza napoletana le cui architravi sono il protagonismo popolare, l’attuazione della Costituzione repubblicana e la difesa dei beni comuni». Analizziamo questa sua affermazione:

Luigi de Magistris, al suo secondo mandato, è sindaco di Napoli dal 1 giugno 2011

1) Il protagonismo popolare, laddove doveva esprimersi, su Bagnoli ad esempio, è stato esautorato. De Magistris ha chiuso un accordo in solitaria col Governo e Invitalia. Dunque, il protagonismo popolare a Napoli non esiste.

2) L’attuazione della Costituzione repubblicana prevede, tra le altre cose, all’articolo 36, la retribuzione del lavoratore «proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa». Il fratello del sindaco, Claudio de Magistris, è da 4 anni senza stipendio perché collabora, a titolo gratuito, col primo cittadino. Dunque, l’attuazione della Costituzione repubblicata a Napoli non esiste.

3) La difesa dei beni comuni ad oggi la stanno ingaggiando la Procura della Corte dei Conti e la procura della Repubblica che hanno aperto due procedimenti paralleli ma intrecciati da continui rimandi per l’affidamento ai centri sociali di un patrimonio immobiliare comunale vicino ai 50 milioni di euro. Dunque, la difesa dei beni comuni a Napoli non esiste.

Tutta la pochezza politica delle dichiarazioni di de Magistris

La pochezza politica delle dichiarazioni del sindaco emerge prepotentemente da quel che Giggino ha continuato a dire all’economista marxista greco. «Mettiamo umilmente a disposizione con determinazione e passione – ha aggiunto – la nostra testimonianza e vogliamo creare legami che siano politici, sentimentali, costruiti su fatti concreti». L’obiettivo è un movimento che «riesca a entrare nelle menti e nei cuori di tutti gli europei che sono preoccupati, delusi e che sono pronti a realizzare un’alternativa insieme a noi. Ciò che ci contraddistinguerà – ha concluso – sarà il noi».

Non c’è bisogno di aggiungere altro. Sipario.