di Giancarlo Tommasone

E’ considerata una delle gemme del pianeta, meta imprescindibile per gli amanti della bellezza. Ma da tempo, ormai, Capri, sta facendo i conti con la sanità. Una situazione alquanto paradossale per un’isola che ha sempre più bisogno di un servizio che sia effettivo e non a tempo determinato. Come riportato da Il Mattino, a Capri, da alcuni mesi lavora una dottoressa dell’Est, ma ogni settimana deve tornare a Napoli per il corso di aggiornamento. E’ l’unico medico di famiglia che nell’ultimo periodo ha deciso di trasferirsi all’ombra della Piazzetta.

Il consigliere con delega alla Sanità Paolo Falco

Sulla questione della difficoltà di reperire un medico di base, abbiamo ascoltato Paolo Falco, consigliere comunale con delega alla Sanità nell’Amministrazione De Martino. «Il problema è sensibile – afferma Falco – e con gli ulteriori pensionamenti in vista si fa ancora più grave. La questione non riguarda solo Capri, ma anche Ischia – anche se sull’isola verde la situazione è leggermente migliore – e Procida. Con un bacino di utenti che si attesta sulle ottantamila unità».
Le isole sono infatti considerate posti «disagiati» in cui svolgere la propria professione, anche in virtù del fatto – ma la questione è legislativa – mancano le agevolazioni per i medici di base che decidano di trasferirsi.

La sede dell’Amministrazione comunale di Capri

Facendo due calcoli un medico ‘precario’ che volesse decidere di stabilirsi sull’isola azzurra deve fare i conti principalmente con il costo degli affitti. Facendo una breve ricerca ci accorgiamo che per un monolocale occorrono circa 800 euro mensili; c’è poi bisogno di uno studio medico che va attrezzato: consideriamo in media l’esborso da parte del medico di famiglia di altri 1.500 euro. Totale 2.300. Se a questi va aggiunto il denaro per cibo, trasferimenti e il resto, va dà sé che risulta praticamente impossibile restare sull’isola perché lo stipendio di un ‘sostituto’ si aggira sui 2.500 euro. C’è di più: a carico del medico è l’acquisto del software per organizzare il lavoro in ambulatorio, quindi la spesa è di un altro migliaio di euro. «A ciò va aggiunto il fatto, non di poco conto, che il medico di base deve instaurare un rapporto di fiducia con i pazienti; se assistiamo a sostituzioni frequenti, sarà impossibile da creare – continua Falco – Il problema stiamo cercando di risolverlo. A luglio scorso con una delibera della Regione Campania (la numero 427) sono state gettate le basi per l’Osservatorio salute isole campane. E’ normale che bisogna garantire prima di tutto l’assistenza ai residenti, ma non si deve dimenticare che Capri si basa sul turismo. Progettare dunque soluzioni affinché anche per quanto riguarda i turisti non si facciano figure ‘magre’ internazionali».