Il bando di gara, indetta dalla Soresa, per la fornitura di protesi ortopediche e cemento alle Asl della Campania (valore 61 milioni di euro), oltre al presunto caso di incompatibilità tra un componente della commissione esaminatrice (Giuseppe Monteleone) e l’amministratore di un’azienda risultata vincitrice di alcuni lotti (Maurizio Botta), di cui ci siamo occupati nella prima puntata dell’inchiesta di ieri, presenta altre numerose anomalie, secondo i ricorrenti che hanno deciso di impugnare l’aggiudicazione davanti al Tar.

La sede della Procura di Napoli (Stylo24)
La sede della Procura di Napoli (Stylo24)

Ad esempio, la società «Device Tech srl», costituita nel 2013, solo il 18 aprile 2016 provvedeva alla regolare iscrizione presso il «Registro delle Imprese». Il che significa che, solo da quella data, diventava effettivamente operativa nel settore. Com’è possibile che abbia potuto concorrere, e vincere peraltro, al bando della Soresa considerato che l’accordo quadro prevedeva, come requisito, sia «il fatturato globale di impresa negli ultimi tre esercizi» sia il «fatturato relativo a forniture eseguite nell’ultimo triennio» nel settore oggetto di gara (ovvero protesi ortopediche e cemento)? Nel 2015, non essendo iscritta al «Registro delle Imprese», di fatto, la «Device Tech srl» non esisteva.

Il Tribunale amministrativo regionale della Campania
Il Tribunale amministrativo regionale della Campania

Ma non solo. Sempre sulla base degli esposti arrivati anche alla magistratura ordinaria, esposti che «Stylo24» ha potuto visionare, appare davvero inspiegabile la circostanza per cui la «Device Tech srl», di fatto inesistente al momento della scadenza del bando il 9 marzo 2015, abbia potuto soddisfare il requisito delle «Garanzie a corredo dell’offerta» fissato dalla legge nel 2 per cento del prezzo base indicato nel bando.

(2 – continua)