Una inchiesta, tanti dubbi e oltre 61 milioni di euro di forniture pubbliche per la sanità campana. Sono i numeri che gravano attorno alla gara – tecnicamente un accordo quadro con le imprese vincitrici, alle quali è riconosciuta una percentuale dal 15 al 40 per cento della commessa, a seconda del posto in graduatoria – bandita dalla Soresa (Società regionale per la sanità Spa) per protesi ortopediche e di cemento per le Asl della regione Campania. Una gara, della durata di 5 anni, che risale al gennaio 2015 (quindi in epoca Caldoro) e aggiudicata il 31 maggio scorso (dunque in epoca De Luca), su cui però si addensano fosche nubi.

La sede della Regione Campania a Santa Lucia
La sede della Regione Campania a Santa Lucia

L’inchiesta è quella aperta sulla base di esposti di presunte anomalie nel lungo e complesso iter amministrativo della procedura, che coinvolgono un po’ tutti, dai commissari di gara alle ditte vincitrici, nei cui organi di gestione, secondo una denuncia che «Stylo24» ha potuto visionare, vi sarebbero presunti soggetti legati a clan della camorra.
Il primo elemento di criticità riguarda un possibile conflitto d’interesse tra un componente della commissione esaminatrice – il dott. Giuseppe Monteleone, direttore Uoc dell’ospedale «San Paolo» di Fuorigrotta – con l’amministratore della società «Dam srl» di Monte Miletto (Avellino), dott. Maurizio Botta. I due sono infatti cognati, avendo Botta sposato Patrizia Monteleone, sorella di Giuseppe. Il rapporto tra i coniugi, sebbene separati da diversi anni, sarebbe in contrasto, come lamentano le ditte concorrenti che hanno fatto ricorso al Tar, con «i principi di libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione e trasparenza» e soprattutto con l’art. 51 del codice di procedura civile, che regola i casi di astensione del giudice.

Il Tribunale amministrativo regionale della Campania
Il Tribunale amministrativo regionale della Campania

Monteleone non ha ritenuto, però, di lasciare, adducendo, come motivazione, il fatto che la sorella e Botta non vivano più assieme da anni, anche se la separazione di fatto non «spezza» il legame di coniugio, che si dissolve solo col divorzio. La «Dam srl» ha vinto alcuni lotti della maxi-fornitura ed ha, a sua volta, fatto ricorso al Tar per altri che ha perso. Un groviglio su cui la magistratura sta cercando di fare chiarezza, con l’acquisizione del bando di gara e dei verbali della commissione, e con l’avvio di attività investigativa.

(1 – continua)