di Giancarlo Tommasone

«La ricognizione si è fatta, adesso vediamo cosa avverrà appresso. Speriamo nel consulente», a parlare – contattato telefonicamente da Stylo24 – è Amireno Valteroni, l’avvocato di F. C., il 15enne, coinvolto nella vicenda del ferimento di Arturo, avvenuta lo scorso 18 dicembre in Via Foria. Nel primo pomeriggio è avvenuto il confronto all’americana. Da una parte dello ‘specchio’ il 17enne ferito a dicembre, dall’altra il 15enne detenuto ad Airola con l’accusa di tentato omicidio in concorso.

Le armi delle baby gang

Accanto al sospettato i cosiddetti ‘birilli’, vale a dire soggetti che per costituzione fisica e colore dei capelli, somigliano a chi è stato immortalato in un video che ferma sulla ‘pellicola’ le fasi anteriori e posteriori (quelle della fuga) dell’aggressione. Arturo – come è trapelato nel tardo pomeriggio dalla Procura – ha riconosciuto uno degli indagati, come componente della baby-gang.

 

Il riconoscimento è avvenuto nel corso di un incidente probatorio davanti al giudice del Tribunale dei Minori, al pubblico ministero e all’avvocato difensore. Secondo quanto si è appreso, il 17enne, dall’occhio di uno spioncino di una porta, ha visto i tre ragazzi, posizionati uno accanto all’altro e ha poi riconosciuto il 15enne soprannominato ‘o nano’. A Kekko – come pure si fa chiamare il giovanissimo su Facebook -, si è  arrivati dopo aver visionato le immagini delle telecamere: si vedevano quattro ragazzi scappare dopo aver aggredito Arturo. Stando a quanto ha pure riferito a Stylo24 l’avvocato che assiste Kekko, il suo cliente era ancora il più basso tra i ‘birilli’ presenti. Si arrivò al 15enne anche grazie al racconto di due testimoni oculari. Kekko, sospettato di essere il ‘gancio’ del gruppo formato da altri tre ragazzini, ha sempre rispedito al mittente ogni addebito. E’ l’unico della presunta banda di aggressori ad essere finito dietro le sbarre, è in carcere dallo scorso Natale. Indagati a piede libero anche quello che si ritiene essere il suo migliore amico, F. L., e G. L. P.