In una intervista al quotidiano «Metropolis», il deputato di Fratelli d’Italia Marcello Taglialatela anticipa, con toni chiari e lungimiranti, la strategia del centrodestra per perdere i prossimi appuntamenti elettorali. Dopo aver perso alle comunali e alle regionali scorse, peraltro.

Sposa – il parlamentare – l’idea già avanzata da Stefano Caldoro di candidare Guido Trombetti alle amministrative e lancia nell’agone pure l’attuale neopresidente dell’Ordine degli ingegneri di Napoli, Edoardo Cosenza. Suo ex collega in giunta regionale con Caldoro presidente, c’è da aggiungere.

Non che due cattedratici di spessore e indubbie qualità umane come Trombetti e Cosenza non possano ambire a ricoprire ruoli pubblici così prestigiosi, ma la selezione «politica» in questo ragionamento di Taglialatela dov’è? Dov’è la necessità di recuperare la «professionalità della politica», che tutti adesso rimpiangono, scambiandola invece per la «professionalità in politica»?

Che cosa porta un esponente della destra parlamentare a scegliere un uomo dichiaratamente di sinistra come Trombetti? E perché Cosenza dovrebbe essere più titolato di un uomo di partito per guidare la Regione Campania?

Che cosa spiegherebbe Taglialatela a un elettore di centrodestra per convincerlo a votare il candidato sindaco Trombetti? Che è un ottimo matematico? Sicuramente lo è, ma far funzionare la macchina di Palazzo San Giacomo è molto più arduo che domare un algoritmo riottoso.

Che cosa spiegherebbe Taglialatela a un elettore di centrodestra per convincerlo a votare il candidato governatore Cosenza? Che è un tecnico di grandi capacità? Ed è questo sufficiente per cogliere le infinite sfumature politiche che caratterizzano un buon amministratore?

sdm