L’ultima comunicazione è di qualche settimana fa. Scrive il comandante della polizia municipale Ciro Esposito in una mail indirizzata ai comandanti di reparto: «Verificata ancora un’ulteriore  flessione nel numero di controlli in materia di Commercio, Edilizia e Codice della Strada rispetto agli indicatori di riferimento, disporre una opportuna implementazione dell’attività nelle suddette materie».

Il comandante della Polizia Municipale, Ciro Esposito
Il comandante della Polizia Municipale, Ciro Esposito

Detto in altre parole meno burocratiche, il capo dei caschi bianchi napoletani chiede ai suoi uomini di dar fondo alle scorte di libretti per le multe. Contravvenzioni, contravvenzioni e ancora contravvenzioni.

Analoga richiesta era arrivata prima dell’estate con toni altrettanto perentori: «Comunicasi che alla data odierna ancora non è stato raggiunto un sufficiente numero di controlli in materia di CdS, rispetto agli indicatori di riferimento, pertanto emanare opportuni ordini di servizio».

PIU’ E’ ALTO IL NUMERO DI MULTE
FATTE DAI VIGILI, PIU’ LO SARANNO
LE BUSTE PAGA DEGLI AGENTI

Sulle multe elevate ai cittadini si calcola il premio di produttività, che vale circa il 20 per cento delle posizioni organizzative. E maggiori sono gli introiti per le casse municipali – in termini di verbali – più alte sono le buste paga degli agenti della Municipale.

Che poi queste multe, come nel caso di Napoli, non vengano pagate, con tutti i problemi che ne derivano, è altra questione. Secondo la Corte dei Conti, ci sono infatti circa 500 milioni di euro di verbali messi a bilancio ma «virtualmente».

CON IL DEFAULT E IL PREDISSESTO
C’E’ L’OBBLIGO DI FAR CASSA
ANCHE ATTRAVERSO LE MULTE

Sembra insomma di rivedere lo scivolone commesso dall’allora vicecomandante della polizia municipale, Antonietta Agliata – era il 2009 – quando, con una circolare non concordata col vertice del Corpo, ipotizzò un automatismo tra avanzamenti di carriera e multe elevate. Di fatto, trasformando i vigili in una struttura di «cieca repressione». Circolare inviata, peraltro, quando il comandante, il generale dei carabinieri Luigi Sementa, era in ferie. E che fu cestinata, proprio per volere di quest’ultimo, per impedire qualsiasi tipo di «scadimento» del Corpo dei caschi bianchi soltanto in una macchina da contravvenzioni.

Oggi, col predissesto e il default alle porte, bisogna far cassa.