Querelati per «falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale» (art. 479 cp) l’assessore comunale alla Sicurezza urbana, Alessandra Clemente, e il comandante dei vigili Ciro Esposito. L’esposto, firmato da sette caschi bianchi e depositato in procura due giorni fa, riguarda la supposta illegittima promozione a maggiore di 50 capitani del Corpo. Gli stessi 50 che, tre anni fa, vennero promossi dal grado di tenenti. Un doppio «salto» di carriera che, leggendo la denuncia, sarebbe avvenuto in violazione della normativa regionale che – afferma la norma – «subordina il passaggio di grado, da capitano a maggiore, al superamento di due corsi di alta specializzazione», intendendo con ciò garantire che la progressione nel grado sia conseguenza dell’affinamento delle capacità tecniche ed operative.

L'assessore comunale Alessandra Clemente
L’assessore comunale Alessandra Clemente

Peraltro, la stessa selezione avviata nel 2010 per il primo passaggio (da tenente a capitano), fortemente sponsorizzata dalla maggioranza arancione, non essendo mai conclusasi ufficialmente non avrebbe valore di legge. Come confermato, peraltro, dalla pronuncia del Tar Campania e ribadito dal Consiglio di Stato nel rigetto dell’impugnazione di Palazzo San Giacomo.

Il comandante della polizia municipale, Ciro Esposito
Il comandante della polizia municipale, Ciro Esposito

Riguardo ai requisiti di accesso in ciascun grado il regolamento prevede infatti che: 1) al grado di tenente si acceda dopo otto anni di anzianità nel grado di sottotenente e la frequenza di due corsi professionali organizzati dalla Scuola regionale di Polizia locale e/o corsi universitari di alta formazione scientifica e/o professionale, in discipline attinenti alla Polizia locale; 2) al grado di capitano si acceda dopo otto anni di anzianità da tenente e la frequenza di due corsi professionali organizzati dalla Scuola regionale di Polizia locale e/o corsi universitari di alta formazione scientifica e/o professionale, in discipline attinenti alla Polizia locale.

Diversa la disciplina per l’accesso al grado di maggiore. Il regolamento, infatti, ha previsto due modalità alternative di accesso al grado: 1) accesso tramite superamento di procedure concorsuali per la categoria D3; 2) accesso dopo aver conseguito 10 anni di anzianità nel grado di capitano, possesso del titolo di studio previsto per l’accesso in categoria D3, frequenza di due corsi professionali di alta formazione scientifica e/o professionale, in discipline attinenti alla Polizia locale.

Sono state seguite queste procedure,
in Comune? Parrebbe di no. Tant’è che la delibera di giunta del 2016, che introduce una «disciplina transitoria» per sanare tali presunte illegittimità, è stata, come detto, bocciata in sede di giudizio amministrativo.

Ciononostante, la giunta ha deciso di portare comunque in consiglio comunale il provvedimento che promuove in massa i 50 maggiori e di non tenere in considerazione le istanze di chiarimento da parte di altri soggetti – titolati – che avrebbero voluto e potuto aspirare al grado di maggiore. Delibera firmata dall’assessore Clemente e da Ciro Esposito che ora dovranno rispondere di presunte false informazioni contenute nell’atto.