Quattro persone sono state arrestate dalla polizia come presunti responsabili dell’omicidio di camorra che si consumò sul lungomare laziale di Terracina (Latina) il 23 agosto 2012, nel quale fu ucciso Gaetano Marino. In manette, con l’accusa di omicidio con l’aggravante del metodo mafioso, sono finiti Arcangelo Abbinante, Giuseppe Montanera, Salvatore Ciotola e Carmine Rovai.

Gaetano Marino
Gaetano Marino

Marino era fratello di Gennaro, detenuto in regime di 41bis in quanto boss dell’omonimo clan delle «Case Celesti», di cui Gaetano era il reggente. L’uccisione di Marino, soprannominato Manomozza perché perse entrambe le mani in un attentato, si inserisce nello scontro aperto tra le fazioni costituite dai clan della camorra facenti capo alle famiglie Abete-Abbinante-Notturno da una parte, e dall’altra quella formata dai Marino-Leonardi-Vanella Grassi, in quella che viene chiamata la «faida di Scampia».

Gennaro Marino
Gennaro Marino

Gli arresti sono stati eseguiti dagli agenti della Squadra Mobile di Roma e Latina, con la collaborazione del commissariato di Terracina, che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Roma. Le indagini sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura capitolina.

SCOPERTI DAGLI INQUIRENTI
GLI APPARTAMENTI E LE ARMI
DEI KILLER DEL BOSS MARINO

Gli inquirenti hanno anche scoperto gli appartamenti usati dai killer come appoggio logistico nella preparazione dell’omicidio (affittati a Terracina tra il 13 e il 23 agosto 2012) e l’auto che fu usata per trasportare le armi da Napoli a Terracina.