L’arte della pizza nel Patrimonio Unesco, una meta per ora solo rimandata di poche ore. Ma per aspettare la decisione del Comitato intergovernativo riunito sull’isola di Jeju in Corea del Sud, cinque tra i pizzaioli piu’ conosciuti si ritrovano nel Giardino Torre del Real Bosco di Capodimonte assieme al direttore del Museo Sylvain Bellenger. E’ arrivato anche il ministro per i Beni e alle Attivita’ Culturali Dario Franceschini.

Il ministro Dario Franceschini mentre mangia pizze di Enzo Coccia
Il ministro Dario Franceschini mentre mangia pizze di Enzo Coccia

La decisione prevista per oggi e’ slittata a domani, ma nel Casamento Torre nel Real Bosco di Capodimonte si riaccendera’ un forno di campagna con cupola a volta di mattoni refrattari nel quale si raggiunge la temperatura di 415 gradi, l’ideale per la cottura della pizza napoletana. E proprio li’ dove quell’impasto di acqua e farina, lavorato a meno fino a renderlo leggero e saporito con pomodoro e mozzarella, dopo qualche minuto in cottura in un forno rigorosamente a legna prese la forma di una pizza e il nome di Margherita, Ciro ed Enzo Coccia, Ciro Oliva, Antonio Starita e Gino Sorbillo, sottolineranno l’arte di un piatto famoso in tutto il mondo.

Il Bosco di Capodimonte
Il Bosco di Capodimonte

Le pizze dell’antica tradizione, la bianca con strutto, basilico e pecorino e pepe, la pomodoro, alici, aglio, origano e olio, la pomodoro con mozzarella, basilico, olio e pecorino e il calzone fritto con ricotta e cicoli, secondo la tradizione dell’Ottocento, saranno sfornate per ricordare quell’estate del 1889 quando il pizzaiolo Raffaele Esposito della pizzeria Brandi preparo’ la pizza per la Regina Margherita di Savoia, rendendo immortale un piatto cosi’ povero e popolare, e senza immaginare che quasi centotrenta anni dopo la pizza avrebbe concorso per entrare nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’Umanita’.

Bill De Blasio e Gino Sorbillo
Bill De Blasio e Gino Sorbillo

In due anni sono state raccolte due milioni di firme in tutto il mondo e testimonial italiani e stranieri come Carlo Verdone, Maurizio Costanzo fino al sindaco italo americano di New York Bill De Blasio, sottolineano l’importanza di un riconoscimento che sembra ormai certo.