La questione è complessa: i laboratori di analisi della regione Campania rischiano di scomparire a causa di una legge che ne impone l’aggregazione secondo la formula «hub e spot», ovvero un solo laboratorio-capofila dove si fanno le analisi e tutti gli altri laboratori costretti alla chiusura e alla trasformazione in centri prelievo satellite. A lanciare l’allarme, nel corso di un convegno, ieri, presso la sala congressi «Tiempo» al Centro direzionale, organizzato da Confapi Sanità e Federbiologi, è stata la consigliera regionale Antonella Ciaramella.

Il rischio delle multinazionali

“Multinazionali estere rappresentate da fondi finanziari, stanno facendo shopping in Campania acquisendo, spesso a prezzi al doppio del valore, molti laboratori di analisi costretti alla chiusura per colpa di una scellerata applicazione della legge nazionale ad opera della precedente giunta Caldoro”, ha detto la Ciaramella.

La consigliera regionale Antonella Ciaramella
La consigliera regionale Antonella Ciaramella

“Il decreto Caldoro – continua – obbliga ad aggregazioni dette hub e spoke, ovvero un solo mega laboratorio dove si fanno le analisi e tutti gli altri devono chiudere e diventare centri prelievo satellite. In questa maniera sono a rischio 1500 posti di lavoro, piu’ l’indotto. A guadagnare sulla pelle di queste famiglie campane saranno proprio questi colossi finanziari che dopo aver concentrato tutto il settore in megastrutture, potranno massimizzare i profitti o rivendere fino a 5 volte di piu’ del prezzo pagato. Qual e’ il risparmio della Regione in base al decreto Caldoro? Zero, zero assoluto”.

«La giunta Caldoro ha negato un diritto»

A farle eco è stata anche Silvana Papa, presidente Confapi Sanità.

«I laboratoristi, i dipendenti dei laboratori, gli ex dipendenti sono coloro che stanno subendo gli effetti di un decreto ingiusto che ha negato il diritto in Regione Campania di utilizzare forme di aggregazione sancite dal diritto italiano. Per le società le forme di aggregazione previste dal nostro ordinamento sono molteplici, vanno dalle Associazioni Temporanee di Impresa, alle Reti di Impresa, Reti Contratto, Reti Soggetto, alle Cooperative. Tutte sono da ritenersi valide laddove realizzano lo scopo voluto dal legislatore nazionale: la riorganizzazione del comparto laboratoristico. In Regione Campania la precedente Amministrazione ha negato un diritto: quello dell’applicazione delle leggi italiane in Campania attraverso la penna ottusa di un Commissario ad Acta».

Silvana Papa, presidente Confapi Sanità
Silvana Papa, presidente Confapi Sanità

Per la Papa , «l’operato dei Commissari ministeriali è sterile e avulso dal contesto territoriale. Confapi Sanità ha plaudito allorquando, finalmente, invece di un Commissario ad Acta estraneo al nostro mondo, alla nostra cultura, il Presidente De Luca, uomo campano, grande conoscitore del territorio, dei problemi reali della gente per aver vissuto non solo nei palazzi, ma tra la gente, ha incarnato il doppio ruolo di Presidente e di Commissario ad Acta, appunto – ha aggiunto –. Sono sicura che il Presidente De Luca ci porterà presto fuori dal Commissariamento e sarà il garante dell’applicazione delle leggi italiane e delle norme che regolamentano le forme di aggregazione nel nostro ordinamento anche nel territorio campano».

 De Luca: tutelare occupazione

L’incontro è stato chiuso dal governatore Vincenzo De Luca che ha assicurato: “L’obiettivo è quello di tutelare le migliaia di dipendenti che sono impegnati anche nella rete dei piccoli laboratori ”.

Il governatore Vincenzo De Luca
Il governatore Vincenzo De Luca

“È un problema complesso perché ci sono laboratori che si sono già aggregati per arrivare oltre le 200mila prestazioni, noi lavoreremo per tutelare gli interessi di tutte le fasce dei laboratori, ma sicuramente non possiamo pensare di gettare sulla strada 2mila dipendenti dei piccoli laboratori che hanno prestazioni al di sotto delle 200mila”.

L’appello di Federbiologi

“Quanto rilevato da Antonella Ciaramella sulla riorganizzazione della rete dei laboratori è estremamente grave, siamo certi che il governatore Vincenzo De Luca farà tutto quanto in suo potere per salvare i posti di lavoro e le imprese campane”. Queste le parole della presidente di Federbiologi Elisabetta Argenziano  in merito all’allarme lanciato dalla consigliera regionale del Pd.

La presidente di Federbiologi Elisabetta Argenziano
La presidente di Federbiologi Elisabetta Argenziano

“Abbiamo la conferma dei danni che una visione restrittiva della riorganizzazione della rete sta creando e creerà. Sappiamo che multinazionali estere e società di capitali hanno fatto incetta di laboratori in tutto il Paese, ciò sta avvenendo anche in Campania. Qui abbiamo ancora la possibilità di salvare la professionalità italiana per evitare il peggio. Un’occasione che non dobbiamo sprecare”.