di Enza Angela Massaro

È iniziata la mobilitazione da parte degli ex lavoratori dell’azienda Logi Service, di Carinaro, per la piattaforma Conad–PAC 2000. Quindici operai, e forse a breve ancora altri, si sono trovati senza lavoro a pochi giorni da Natale, in seguito ad un esubero da parte dell’azienda, che avrebbe proceduto senza alcun preavviso. Sono adulti e hanno famiglie a carico, e protestano per riottenere un diritto sacrosanto.

Proprio oggi il presidio ha avuto luogo con gli ex operai, insieme all’Unione Sindacale di Base, per chiedere spiegazioni su scelte aziendali che mal si prestano alle disposizioni previste dalla Costituzione e dai contratti collettivi di lavoro. I dipendenti chiedono il ritiro immediato dei licenziamenti e di aprire un tavolo di confronto, in sede prefettizia o ministeriale, per la gestione della crisi.

La procedura di mobilità avviene quando un’impresa opera una riduzione del personale a causa di una crisi, al fine di una ristrutturazione produttiva o – al contrario – di una chiusura definitiva della stessa. Secondo la Legge 223/1991, i licenziamenti collettivi sono infatti possibili soltanto in casi specifici e solo dopo una complessa trattativa a cui partecipano anche le rappresentanze sindacali. Lo stesso datore di lavoro non sarebbe libero di scegliere di licenziare determinati operai e dovrebbe attenersi ai criteri stabiliti dalla legge.

La disciplina prevede inoltre che l’impresa possa attivarsi quando stia già ricorrendo agli strumenti di integrazione salariale, come la Cassa Integrazione, e non sia in grado di garantire il reimpiego di tutti i lavoratori sospesi, non potendo utilizzare le misure alternative. Da voci tutt’altro che poco fondate, pare però che siano stati in realtà già assunti nuovi operai con età inferiore ai 29 anni che beneficerebbero, quindi, degli sgravi contributi previsti per i nuovi contratti per gli under 35.